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Apostolato del Mare Italiano

  

UFFICIO NAZIONALE PER L’APOSTOLATO DEL MARE

Nella sessione del 26 – 29 marzo 2012, il Consiglio Permanente della CEI ha costituito, all’interno della Segreteria Generale, l’Ufficio Nazionale per l’apostolato del mare.

Dal regolamento dell’Ufficio

“Art. 1 Costituzione

All’interno della Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana, ai sensi dell’art. 23, lettera s, dello statuto, è costituito l’Ufficio Nazionale per l’apostolato del mare.

Art. 2 Finalità

Nel contesto delle finalità della CEI, l’Ufficio offre alle Chiese particolari, alle istituzioni e aggregazioni un contributo per lo studio, la proposta, l’animazione e il coordinamento delle attività che riguardano il bene spirituale dei marittimi.”

 

Direttore dell’Ufficio è don Natale Ioculano.

www.chiesacattolica.it/apostolatomare/

 

Storia

Già prima del 1900 esistevano diverse iniziative missionarie cattoliche per fornire assistenza spirituale, sociale e materiale agli equipaggi che facevano scalo nei porti di Londra, Bootle, Montreal, New York, New Orleans e Sydney. Ma fu solo intorno al 1920 che l’attività dell’Apostolato del Mare internazionale, così come la conosciamo oggi, venne ufficialmente approvata. Lo slancio iniziale ed il modo in cui si è formato testimoniano il suo carattere volutamente internazionale.

Già in Francia, nel dicembre 1894, gli Agostiniani dell’Assunzione avevano fondato la “Società delle Opere del Mare”, per fornire assistenza medica, materiale, morale e religiosa ai marittimi francesi e di altre nazionalità, soprattutto a quelli che praticavano la pesca d’altura al largo dell’Islanda, sui banchi di Terranova, nelle Isole Faroe.  Più tardi, alla fine degli anni 1890, i membri della Società di San Vincenzo de Paoli iniziarono la visita regolare delle navi in numerosi porti della Gran Bretagna.

Fu nel porto di Glasgow che il Rev. P. Egger, gesuita, fondò il primo ramo dell’Apostolato del Mare, sotto l’egida della Società dell’Apostolato della Preghiera. Nel corso dei primi otto anni di attività (1899-1907), furono ammessi a far parte dell’Apostolato del Mare oltre 200.000 marittimi. Con la partenza di P. Daniel Shields, SJ, uno degli animatori, il lavoro andò diminuendo per riprendere poi nuovo impulso al suo ritorno dal Sudafrica nel 1920.

D’intesa con Arthur Gannon e Peter F. Anson, che continuarono ad essere gli ispiratori di questo gruppo dedicato alle visite a bordo ed animato da uno spirito internazionale, venne presentata alla Santa Sede una domanda di approvazione ufficiale delle Costituzioni del giovane movimento. Questa fu presto accordata con una lettera del Cardinal Gasparri, Segretario di Stato, del 22 aprile 1922, che trasmetteva l’“approvazione e l’incoraggiamento” del Santo Padre, “con la certezza che una così nobile impresa, abilmente secondata dallo zelo di anime sacerdotali, tanto secolari che regolari, si estenderà sempre più lungo le coste dei due emisferi ...”.

Queste parole si rivelarono davvero profetiche poiché, in qualche anno, quello che era nato come un movimento di laici volontari molto zelanti, era diventato un’organizzazione mondiale dedita alla cura dei marittimi di tutto il mondo.