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Nave sequestrata a Oristano, marinai alla fame

Intervenuti i volontari della Stella Maris di Cagliari
21/06/11

Per sfamarli e dar loro la possibilità di telefonare a casa, sono dovuti intervenire i volontari della Caritas di Oristano e della Stella Maris di Cagliari. A bordo del mercantile sul quale viaggiavano da mesi, in attesa di ricevere gli stipendi maturati da tempo, non avevano praticamente cibo, acqua per lavarsi e persino il carburante per far funzionare i servizi interni era praticamente esaurito.

È questa la drammatica situazione dei 17 egiziani e pakistani membri di Faola, bandiera panamense e armatore greco, proveniente dal porto di Cagliari dove aveva scaricato una parte del carico di tondini di ferro e da qualche giorno ormeggiata alla banchina della riva nord del porto industriale, messa sotto sequestro dal tribunale di Oristano. Solo l'intervento della capitaneria di porto, guidata dal capitano di fregata Alberto Ugga, che si è rivolto all'Itf, organizzazione che a livello mondiale tutela i marittimi in difficoltà, ha potuto dare sollievo all'equipaggio ormai stremato.

La nave, 4638 tonnellate di stazza, realizzata nel 1979, ma in condizioni così precarie da farla definire dallo stesso capitano Ugga «una autentica carretta del mare», al porto industriale di Oristano è in realtà ferma dalla fine di maggio. Da quando, nel corso di una manovra errata, è finita contro la banchina Cwf, con uno squarcio di notevoli dimensioni. Quando gli uomini della capitaneria di Cagliari sono intervenuti per una ispezione che potesse permettere di capire come mai era stato possibile l'incidente e soprattutto, perchè non fosse più in grado di riprendere la rotta, hanno trovato una situazione a dir poco allarmente.

Ventitrè, infatti, le gravi deficienze riscontrate durante la verifica alle macchine e ai sistemi di sicurezza. Dentro i serbatoi, inoltre, c'erano ancora residui di idrocarburi, ma la capitaneria ha anche potuto verificare come durante la sosta in banchina fossero stati scaricati in mare residui oleosi in quantità tale da rendere necessario un intervento di bonifica. Per queste infrazioni è stato denunciato il comandante della nave (di nazionalità russa), successivamente, è stato il tribunale di Oristano a emettere un decreto di sequestro cautelativo: i creditori, per mancanza di garanzia da parte dell'armatore sul pagamento dei debiti vantati dal Cwf (che pretende la sistemazione della banchina danneggiata nella collisione) e la società Tharros Marittima di Oristano, hanno infatti agito per vie legali.

La causa in tribunale sarà discussa il primo luglio: fino ad allora, la nave non potrà lasciare il porto di Oristano. Nel frattempo pare che l'armatore greco si sia finalmente fatto sentire con il comandante della nave mercantile, garantendo la sua presenza a Oristano fra qualche giorno. Intanto però solo grazie all'intervento di Caritas e Stella Maris l'equipaggio ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Ieri mattina i volontari, accompagnati dai militari della capitaneria di porto, sono saliti a bordo della nave. Con loro, oltre al cibo e all'acqua che ormai scarseggiavano, avevano soprattutto dei telefoni satellitari. Grazie ai quali i marinai, dopo mesi di silenzio, hanno potuto mettersi in contatto con le proprie famiglie, se non altro per dire che sono vivi e al sicuro.

 

Tratto da La Nuova Sardegna http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/21/news/nave-sequestrata-a-oristano-marinai-alla-fame-4472887