L'Apostolato del Mare vicino ai marittimi di Costa Concordia
Avremmo voluto non scrivere questa pagina nell’esperienza dell’Apostolato del Mare Italiano tanto meno viverla direttamente. A bordo della Costa Concordia prestava servizio un nostro Cappellano, Don Raffaele Malena .
Proprio da lui abbiamo avuto notizie sulla dimensione del terribile incidente, ma anche rassicurazioni di come tutto l’equipaggio abbia gestito al meglio le varie fasi di salvataggio di tutti i passeggeri. Una telefonata breve nella quale è stato anche chiesto se desiderava che lo andassimo a prendere e senza esitare ha risposto: “Ora è importante che io rimanga vicino all’equipaggio e ai passeggeri per portare conforto in questo momento di grande confusione”.
La solidarietà umana degli Isolani è stata eroica, e anche l’Apostolato del Mare con i suoi volontari e il Direttore nazionale don Giacomo Martino, che ha voluto essere personalmente presente, hanno cercato di fare la propria parte supportando la grande macchina dei soccorsi che si era messa in moto.
D’accordo con l’ufficio HR di Costa Crociere è stato creato un team per visitare tutti i punti, in particolare ospedali e alberghi, dove si trovano al momento i marittimi che sono sbarcati dalla nave. In questo momento di comprensibile smarrimento è necessario che ci siano persone che sappiano dare il conforto di una visita ma anche essere punto di riferimento e d’informazione certa. Per facilitare la comunicazione dei marittimi con i loro famigliari, si è tenuto conto di portare dei telefonini e delle schede.
Nell’incontro e il colloquio con tante persone abbiamo appreso il contrario di quanto asserito da alcuni giornali sull’incompetenza dell’equipaggio.
L’impressione avuta da quanto ascoltato da persone diverse in posti diversi è che il comportamento tenuto dall’equipaggio sia stato molto buono, con episodi di grande altruismo e generosità verso i passeggeri e verso i compagni di lavoro, con i quali tutti hanno mostrato una grande solidarietà e una preoccupazione vivissima.
Oltre alle visite e ai colloqui non sono mancati i momenti di preghiera comunitari e la celebrazione della Messa.
Attraverso la rete di amici e colleghi dell’Apostolato del Mare e della Caritas, l’opera continuerà anche nei giorni a seguire, fino a che ci sarà bisogno perché a sostegno di chi ha vissuto in prima persona e in condizioni estreme un dramma di quelle dimensioni, più che sterili polemiche e analisi incompetenti, servono dei volti umani che si faccia compagnia, casa, famiglia. Noi ci siamo, come sempre.
Oggi abbiamo incontrato due marittimi di nazionalità filippina e uno di nazionalità indonesiana nell'ospedale di Orbetello e Siena.
Il marittimo ricoverato a Siena è in gravi condizioni e un nostro ex cappellano si è reso disponibile per offrirgli supporto e assistenza anche per i prossimi giorni. Così per tutti gli altri ospedali abbiamo coinvolto e sensibilizzato i cappellani ospedalieri che ci hanno offerto tutta la loro disponibilità per non lasciare soli i tanti marittimi coinvolti.

