Il Santo della gente del mare
La solennità del patrono della gente di mare è stata celebrata domenica 6 maggio, presso il Santuario San Francesco da Paola sopra Principe. Nel tempio gremito di fedeli, presenti varie autorità - tra loro una rappresentante del Sindaco e il Comandante della capitaneria di Porto Ammiraglio Felicio Angrisano - , armatori, lavoratori dei vari ambiti marittimi in servizio e in quiescenza, P. Gianfranco Scarpitta OM ha presieduto alle ore 11:00 la S. Messa solenne. Accanto a lui il P. Provinciale Alvise Simonelli, il responsabile della comunità di Santa Margherita a Marassi P. Pietro Manca e il coordinatore del direttivo nazionale dell'Apostolato del Mare Diac. Renato Causa. Ha partecipato al sacro rito l'intera Comunità dei Minimi, le Suore Minime, Terziarie e Terziari della Fraternità genovese.
Sulla predilezione evangelica per i poveri si è soffermato all'omelia di P. Scarpitta OM, attualmente a Napoli.
E' attraverso di loro - ha detto - che Gesù ci comunica la sua parola e comunica ogni giorno con noi. La rivelazione si è compiuta con l'ultimo apostolo, ma ciò non esclude che lo possa ancora fare con gli umili. Però la Santità dell'essere semplici, umili non si ferma alla santità interiore, ma vive la vita di tutti i giorni incarnando i valori di cui si fa promotrice.
S. Francesco da Paola, dopo un tempo di nascondimento contemplativo, ha vissuto la sua concretezza nel mondo rappacificando famiglie, facendo opere di carità verso i poveri, facendosi promotore di molte iniziative. Non si piegava davanti all'autorità se ingiusta: ricevuta in dono dal Re di Napoli una moneta, la spezzò e da questa grondò sangue, sangue dei sudditi. Per questo Napoli ha un'intensa devozione e chiede costantemente l'intercessione del Santo contro i mali che affligono la città: disoccupazione, violenza, vendetta. Egli conosceva il valore del mare. La traversata dello Stretto di Messina a bordo del mantello, di fronte al rifiuto del traghettattore, è opera della sua grande fede verso Dio che tutto può. Fatti di cronaca anche recenti ci dicono di partenze senza ritorno, di un mare come sudario di persone rifiutate dalla disumanità di persone e da leggi ingiuste. San Francesco benedice quanti operano per la sicurezza di mare, vegliando sui pericoli naturali e su quelli dovuti all'azione umana (pirateria), e la fatica di chi si dedica al servizio della società. Il porto di Genova, grande risorsa per la città, nella quale essa si identifica, vive un momento di difficoltà ma essa non si arrende. Il santo - forse passato da genova in viaggio verso la Francia - veglia su questa città e sui marittima, sui giovani perchè ci sia più sicurezza sociale. I nostri progetti - ha concluso P. Scarpitta - sono fallaci se non si mette Dio al primo posto, e se si conculcano i più deboli in cui Dio si manifesta.
Al termine della Messa dalla spianata antistante è seguita la benedizione della Città e del mare, mentre la campana "singola" più grande della Liguria suonava a distesa, accompagnata dalle sirene dei rimorchiatori del porto. Nel pomeriggio alle ore 16:30 da Porte dei Mille - Calata Zingari è partita la processione navale nelle acque del Porto, con l'omaggio della Corona per i caduti del mare, con approdo alle 18:15 a Piazza delle Feste e la conclusione della festa, giunta alla sua 19^ edizione. Al momento dei saluti, un particolare ringraziamento è stato rivolto ad Alessandro Repetto, presidente della Provincia al termine del suo mandato.
Graziella Merlatti

