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Testimonianza Don Dino sulla vicenda della nave abbandonata Fiona

Porto di Ancona
I primi di giugno 2009 una nave che batte bandiera Maltese...
06/11/09

I primi di giugno 2009 una nave che batte bandiera Maltese chiede di poter ancorare appena fuori dal porto di Ancona. Gli viene concesso, e l’Ammiraglio Pasetti della CP mi chiama dicendo che una nave è in difficoltà, con una motovedetta e alcuni CP ci siamo accostati alla nave e siamo andati a bordo. Abbiamo parlato con il capitano della nave, mentre i militari facevo anche ispezione a bordo per rendersi conto della loro situazione. Emergono problemi che fanno solo pensare a qualcosa di peggio, problemi che non si risolveranno in pochi giorni. Infatti dopo 2 giorni domandano di entrare in porto perché non hanno più carburante. Dopo una riunione del welfare viene concesso l’attracco. Inizia una serie di richieste alle quali si cerca di far fronte volta per volta. Mentre le trattative con l’armatore portate avanti tramite l’ ITF e l’avvocato si rivestono di speranze e delusioni, per più di un mese, intanto noi della stella Maris. Padre Socrates e io cerchiamo di andare incontro alle loro necessità, e abbiamo cercato di coinvolgere i membri del welfare. Il primo aiuto è stato un generatore elettrico imprestato dalla Protezione civile regionale, altri poi cercavano di recuperare gasolio. Mentre l’avvocato, l’ITF, e la CP cercavano accompagnare la situazione tra marittimi e armatore, la Stella Maris si è impegnata assieme alla CARITAS nel provvedere per loro cibo, andare spesso a bordo per portare un po’ di serenità, per calmare gli animi tesi a causa delle loro preoccupazioni. Nostalgia di casa, da 6 mesi non vedevano il loro cari, delusione nel non poter mandare da molto tempo i loro stipendi. Dopo che il giudice ha ordinato il sequestro della nave, primi di Settembre 7 su 11 marittimi sono stati rimpatriati e la Stella Maris ha provveduto ai loro biglietti aerei e abbiamo anche messo 100 euro a testa nelle loro tasche per i bisogni del viaggio. 4 marittimi sono rimasti a bordo compreso il capitano per esplicare le ultime pratiche fino a nuova convocazione in tribunale a fine settembre. Con il sequestro definitivo, a metà ottobre abbiamo provveduto per i biglietti degli ultimi marittimi rimasti.
La prima domenica di settembre alla festa del mare di Ancona, organizzata dalla Stella Maris, ha partecipato anche il capitano della Fiona, e ho voluto averlo accanto in ogni celebrazione sia culturale che religiosa, perché la storia della Fiona e del suo equipaggio testimoniava una storia del mare. Debbo dire che la collaborazione in questi mesi è venuta fuori da ogni angolo del porto, dai rimorchiatori, piloti, CP, PolMar, AP, Protezione civile, Critas, Fincantieri, Agenzie, e altre che non vorrei dimenticare, dimostrando che in mare ci si sente vicini, i marinai vivono uno spirito di fratellanza universale. In alto mare nessuno può negare un aiuto o un salvataggio, ma anche a chi chiede aiuto in un porto. Noi siamo all’inizio della nostra esperienza, avevamo appena aperto il nostro ufficio al porto, e subito la vicenda FIONA ci ha messo alla prova. Con difficoltà, ma abbiamo retto, e speriamo che il tutto si concluda presto. Abbiamo iniziato senza fondi, il necessario in euro è stato pescato altrove, sperando che ci potercelo rimettere. Questo ci stimola a maturare a livello nazionale trovare una o più vie per creare fondi alla welfare che non può agire senza contando solo sulle offerte e sulla carità. Bisogna anche provvedere per la provvidenza. Spero che a livello nazionale e internazionale si prenda atto e si passi al concreto. FIONA è uno dei tanti casi e non sarà l’ultimo.
Don Dino Cecconi
Cappellano del porto di Ancona