L'iimigrazione a Salerno
Immigrazione a Salerno: un argomento di non facile interpretazione e comprensione. Sempre più spesso, infatti, immigrati, soprattutto extracomunitari, salgono alla ribalta della cronaca, non solo nazionale, ma anche cittadina, per episodi legati alla microcriminalità, alla clandestinità, allo sfruttamento. Una presenza costante, così come costante è l'attenzione che i media rivolgono al fenomeno, aggravato - agli occhi dell'opinione pubblica - dalla discriminante della responsabilità dello 'straniero'.
Il fenomeno, però, fotografa una realtà distorta, dando un'immagine complessiva del mondo degli immigrati quanto meno lontana da quella generale. Agli irregolari si affiancano coloro che entrano nel nostro Paese in maniera regolare, a quelli che scelgono o subiscono l'illegalità vanno contrapposti coloro che riescono ad integrarsi, a lavorare, a contribuire allo sviluppo economico anche della collettività. Quanti sono, come e perchè arrivano, da dove, quali difficoltà incontrano per integrarsi nel tessuto sociale del nostro territorio, quali sono i campi lavorativi nei quali la loro presenza è maggiore?
Abbiamo provato a rispondere a queste domande, per cercare di conoscere meglio, e comprendere, una realtà sempre più importante nella nostra società. Lo abbiamo fatto raccogliendo numeri e parole, dati ma anche storie. Incontrando molti di loro, ma anche diverse persone che, nei loro rispettivi ambiti, sono impegnati quotidianamente in questo ambiente. Cosa ne è venuto fuori? Un'inchiesta, un viaggio a puntate, nel quale proveremo a raccontare qualcosa in più della realtà dell'immigrazione a Salerno. Si ringraziano per la collaborazione e per i dati Padre Emanuele Iovannella e la Fondazione Migrantes
Prima parte: i dati
L'immigrazione in Campania è in aumento, e la provincia di Salerno rappresenta una delle mete più ambite degli stranieri che si stabiliscono nel Sud d'Italia. E' quanto emerge dal rapporto Immigrazione 2008 realizzato dalla Caritas e dalla Fondazione Migrantes, organismo costituito dalla Conferenza Episcopale Italiana per assicurare assistenza religiosa ai migranti, italiani e stranieri, e per promuovere atteggiamenti ed opere di accoglienza nei loro riguardi. Al 31 dicembre 2007, le presenze di immigrati regolari nella nostra Regione erano di 129.700 unità, pari al 3.3% del livello nazionale.
Dato numerico più che raddoppiato rispetto al 1997, quanto le presenze si aggiravano intorno alle 65mila. A livello nazionale, la Campania è al settimo posto in assoluto (le prime tre piazze sono per Lombardia, Veneto e Lazio), prima per quanto riguarda le regioni del Meridione.A Sud di Roma, la prima provincia meridionale per presenza di stranieri è proprio Napoli, che è anche la prima a livello regionale, con un tasso di immigrazione che si attesta intorno al 48% dell'intera regione. Al secondo posto Salerno, che per la prima volta scalza Caserta in questa speciale classifica. All'interno della nostra provincia, gli immigrati rappresentano il 20.6 % dell'intera regione, con 26.700 presenze. Quali sono le caratteristiche dell'immigrazione nella nostra Regione? Proviamo a fare un'analisi, sulla scorta dei dati del 'XVIII Rapporto Caritas - Migrantes: Immigrazione Dossier Statistico 2008'.
PROVENIENZA
Nella nostra Regione, l'immigrazione è soprattutto europea, con il 55% delle presenze complessive. Romeni, Polacchi e Bulgari rappresentano una grossa fetta degli arrivi, mentre i soli Ucraini rappresentano il 27% della totalità delle presenze. Al secondo posto gli immigrati di origine africana (marocchini 9.6 %,algerini e tunisini entrambi al 2.7%, sotto il 2% nigeriani, senegalesi e ghanesi). Terzo posto per gli asiatici, provenienti in prevalenza dalla Cina (6.2%), dallo Sri Lanka (4.1%) e dalle Filippine (2.3%). Gli americani si attestano in totale intorno al 6.9%, mentre l'Oceania rappresenta una sparuta minoranza, con appena lo 0.2%. Una delle caratteristiche maggiormente rilevanti da prendere in considerazione è la stabilizzazione del fenomeno migratorio: è sempre crescente, infatti, il numero di nuclei familiari immigrati. In virtù di questo dato, sono sempre più le famiglie, e non i singoli, il vero motore dei processi migratori e dei fenomeni di integrazione.
OCCUPAZIONE
Al 31 dicembre 2007, gli occupati in Campania nati all'estero erano 83.946, il 26.2% dei quali in provincia di Salerno. Quasi l'80% della forza lavoro relativa agli immigrati è tra i 25 ed i 49 anni, quindi giovane. A livello regionale, il settore che riveste il maggior numero di occupati è quello dell'Industria, con il 19.1%, seguito da Edilizia (13.9%) e Commercio (11.9%). I dati relativamente bassi relativi ad Agricoltura e Lavoro Domestico (rispettivamente 9.8 e 6.2%) non devono trarre in inganno: è infatti proprio in questi settori che si annida il grosso del lavoro sommerso ed in nero. La paga media giornaliera si aggira intorno ai 30 euro. Fenomeno importante per valutare l'incidenza nel mercato del lavoro degli immigrati è anche quello del lavoro 'a giornata': molti di essi, infatti, ogni giorno si riuniscono in luoghi convenzionali ad attendere i subappaltatori di turno, che li prendono a lavorare a giornate singole, soprattutto per il lavoro nei campi e durante le stagioni estive. A livello provinciale, invece, il settore che recluta il maggior numero di occupati immigrati è l'agricoltura, con una percentuale del 21.1% (i picchi nell'Agro Nocerino Sarnese e nella Piana del Sele), seconda piazza per il settore alberghiero e della ristorazione, con il 13.8%.
MINORI E ISTRUZIONE
Alla fine del 2006, i minori immigrati in Campania rappresentavano il 15.4% dell'insieme dei residenti stranieri. La popolazione scolastica straniera, nell'anno 2007 - 2008, è stata di 12.838 alunni, pari all'1.2% dell'intera popolazione scolastica regionale. Un aumento sensibile rispetto all'anno 1999 - 2000, in cui erano solo 1.940 gli studenti stranieri iscritti. Il 37% di questi studenti è iscritto alle elementari, mentre il 25.1% alle scuole medie. Percentuale leggermente inferiore per le scuole superiori, con il 23.9%. Il restante 14% è iscritto alle scuole dell'infanzia. Per il 2007-2008, la provincia di Salerno ospita 2.607 studenti immigrati, ponendosi al terzo posto dietro Napoli (5.488) e Caserta (3.106). Il dato può essere letto in due modi: se, da un lato, si constata infatti che gli iscritti in Campania sono oltre un quarto di tutto il Meridione (12.838 su 43.089), è anche vero che sono in percentuale ridotta rispetto al resto della penisola. Il dato nazionale è infatti di oltre 572mila studenti.
LA FONDAZIONE MIGRANTES-COLLOQUIO CON PADRE EMANUELE IOVANNELLA
'Siamo costantemente al lavoro per cercare di conoscere sempre più a fondo queste realtà', ci spiega Padre Emanuele Iovannella, francescano dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, che da circa due anni è direttore dell'Ufficio migrantes dell'Arcidiocesi Salerno-Campagna-Acerno. Padre Emanuele si occupa da oltre dieci anni del fenomeno della migrazione, ed ha avuto esperienze anche all'estero, in Svizzera e Olanda. Lo abbiamo incontrato nell'imminenza della Giornata Nazionale del Rifugiato e del Migrante, organizzata proprio dalla Fondazione Migrantes (parte dell'intervista è disponibile nel video allegato).
>Quali sono i compiti dell'Ufficio Migrantes?
<'L'ufficio Migrantes è espressione dell'attenzione della Chiesa alla mobilità umana. Uno dei compiti è quello di dare assistenza materiale e spirituale alle persone straniere presenti in Italia. L'ufficio di Salerno si divide in cinque sezioni: la prima si occupa degli emigranti salernitani all'estero, la seconda degli immigrati stranieri che sono sul territorio di Salerno e della sua provincia (7 uffici, uno per ogni Diocesi, ndr.); le altre tre sezioni sono specifiche, una, la terza, per i circensi e coloro che lavorano nei lunapark, la quarta per Rom e Sinti, la quinta per aeroportuali e marittimi, ovvero per coloro che lavorano in porti e aeroporti, armatori, operatori dei pescherecci, personale delle stive e delle sale macchine delle navi, ed altri'.
>Può parlarci della situazione nel salernitano?
<'La situazione non è facile e sfugge al controllo, perchè ci sono molti irregolari che tendono a nascondersi, ma sono quelli che richiedono maggiore aiuto e sostegno. Bisogna lavorare per gradi, cercando prima di conoscere le comunità insediate, come ad esempio quella ucraina a Salerno. Ovviamente la nostra attenzione non è rivolta solo ai cattolici, ma a tutte le altre realtà religiose. Cechiamo costantemente il contatto con le associazioni di stranieri non cattolici, anche perchè a Salerno sono presenti diverse realtà espressioni di altre fedi. L'obiettivo è anche quello di mettere in contatto cattolici e non cattolici. Sempre e comunque nel rispetto della diversità, che è una ricchezza'.
>Quali sono, a suo parere, le realtà che incontrano maggiori difficoltà di integrazione nel nostro territorio?
<'Uno dei casi a cui rivolgiamo maggiore attenzione è quello dei Rom. Ci sono esempi anche recenti di problemi legati alla loro presenza, come quanto accaduto nei mesi scorsi a Pontecagnano, dove un loro accampamento nei pressi dell'aeroporto è stato sgomberato. C'è poi il caso, salito alla ribalta nazionale, della situazione di San Nicola Varco, dove è presente anche un insediamento di circa un migliaio di Rom. E' una popolazione difficile, caratterizzata da sfiducia e chiusura nei confronti degli altri.
Vivono in una loro società, ricca di tradizioni, sentimenti e valori antichi, con grandi nuclei di famiglie aggregate, anche di sessanta membri. Sono interessati all'aiuto materiale, ma proprio il loro nomadismo rende difficile l'insediamento ed il contatto. Non amano relazioni o interazioni a lungo termine. Questo rende complicato anche un discorso di tipo educativo e scolastico. Nell'ultimo periodo ci sono stati segnali incoraggianti, diversi di loro hanno cominciato a fare piccoli lavori, ma continuano a preferire l'accattonaggio. Vivono in clan, in situazioni igienico sanitarie difficili. E' sicuramente una delle etnie più sofferenti, perchè si integra molto difficilmente con la realtà preesistente, e vede con diffidenza e timore le istituzioni, responsabili, a loro giudizio, di volerli cacciare via'.
>Cosa si potrebbe fare in concreto per favorire la loro integrazione, ma anche quella delle altre etnie?
<'Le faccio un esempio che riguarda strettamente Migrantes. Nel 2010 sarà celebrata in Campania la giornata nazionale della Fondazione. In quell'occasione, ognuna delle cinque sezioni di cui parlavamo in precedenza sarà affidata ad una delle cinque province. Ebbene, per fare in modo che questa giornata non sia solo un evento celebrativo, ci organizzeremo per chiedere un gesto concreto per la sistemazione di San Nicola Varco. Vogliamo impegnarci per ridare dignità a questo luogo'.
>Quante sono le associazioni che operano per offrire aiuto agli immigrati in difficoltà?
<'Guardi, sono diverse, se facessi dei numeri potrei rischiare di dimenticarne qualcuna, o di non essere preciso. Posso però dirle con certezza quale sia una delle ultime nate, anche perchè riguarda proprio una categoria di cui parlavamo in precedenza, quella dei marittimi. Si chiama 'Stella Maris', è stata istituita lo scorso 18 settembre, fortemente voluta anche dal Comandante della Capitaneria di Porto di Salerno, Vincenzo De Luca.
L'associazione, presieduta dal dr. Pino Camorani, riunisce persone di diversa provenienza e professione, soprattutto dell'ambito marittimo, che si mettono a disposizione per le persone che sono in difficoltà. L'associazione comprende anche armatori, ex marinai, ed opera proprio nel porto di Salerno. A Natale hanno fatto anche in modo che venisse celebrata per la prima volta la Messa all'interno della stiva di una nave, proprio per permettere anche a queste persone di celebrare e vivere le feste natalizie'.

